27
apr
10

“Chocolate”: Avete presente Rain Man? Ecco, dimenticatevelo.

James says… Che succede se sei una fanciulla poco raccomandabile, avvenente e ‘in carriera’, e fai le corna ad un boss della mala thailandese (Pongpat Wachirabunjong) con uno yakuza (Hiroshi Abe)? Semplice, perdi un dito del piede, ti ritrovi da sola a mantenere la figlia autistica frutto del fattaccio e il suo amico obeso di infanzia, e resti senza un soldo e costretta a letto da una malattia terminale. Alegher alegher. Altro bel filmetto questo Chocolate, sorpresa assolutamente positiva che ci regala una Jeeja Yanin nei panni di una ragazzina autistica che però incarna a pieno il detto ‘fare di necessità virtù’. Infatti, in barba al suo difetto genetico, per permettersi le cure per la mamma malata (Ammara Siripong) la nostra Zen (interpretata appunto dalla Yanin) impara a menadito le arti marziali ciondolando ore e ore davanti al televisore di casa che trasmette i film di Bruce Lee e Tony Jaa, e va a fare il culo a strisce agli ex-’debitori’ della madre con un’ingenuità che la rende quasi adorabile se non si fa caso alle mascelle che fa saltare a suon di cazzotti. Una sorta di riabilitazione dell’antica arte del chiedere il pizzo insomma, portata avanti questa volta per nobili fini. Ma gli sceneggiatori giustamente non la mettono proprio così, facendo trovare davanti alla nostra Zen degli esercenti che non si fanno tanti scrupoli a malmenare la menomata ragazzina e il suo fedele trainer/amico grassoccio Moom (Taphon Phopwandee). E da qui in poi degli scontri si perde il conto. Senza dimenticare poi che il deretano del thailandese cornificato brucia ancora molto per l’onore perso, pertanto oltre agli esercenti, la ragazza e sua madre dovranno fare i conti anche col boss in questione (veramente da commozione la scena della lotta sui balconi dell’albergo stile livello di Donkey Kong) e con un gruppetto di sue fidate scagnozze che non s’è capito bene se siano trans o meno, ma in fondo non ci interessa. Anche qua le mazzate volano copiose, e la Yanin è di sicuro una delle più talentuose artiste marziali ora in circolazione, molto fedele alla filosofia di Tony Jaa ovvero dacci gengive che volano e siamo tutti contenti. Il plot è interessante e offre anche un po’ di profondità dato che l’argomento autismo e la storia tragica vengono trattati con una certa delicatezza fra una carriolata di mazzate e l’altra, e poi la Jeeja Yanin è davvero in grande spolvero sia come attrice che come picchiatrice, così come i suoi comprimari. Davvero una produzione degna di nota che vi saprà sicuramente spiazzare in positivo se vi siete affidati solo al trailer per farvi un’idea di cosa andrete a vedere. Bravo, bis.

PS. da notare i titoli di coda stile “Jackie Chan” con tutti gli incidenti sul set, altra prova delle mazzate che la Yanin prende sul serio. Poraccia.


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