James says… Voglio essere chiaro, non è che ci sia molto da dire su questo film. Cinematograficamente parlando è un mezzo aborto: regia assente, attori che a chiamarli tali ti senti un verme nei confronti degli attori veri, una sceneggiatura che mio nipote di 6 anni sarebbe stato capace di scrivere in cinque/dieci minuti rendendola molto più interessante, e dei personaggi che escono fuori dritti dritti dalla sagra dell’ovvio. Trama: quattro ragazzotti (tre pardon, uno è un armadio a otto ante con comodino e lampada annessi) in visita turistica a Bangkok perdono un sacco di soldi al tavolo verde e si riempiono di debiti col proprietario del casinò, che sembra un Giancarlo Magalli in versione asiatica. Magalli gli da una settimana di tempo per recuperare il denaro altrimenti le loro teste finiranno come ornamento per i saloni di qualche villa di lusso del circondario.
Ed ecco arriva la genialata: dato che in una settimana è impossibile anche per Tremonti raggranellare l’equivalente del Pil del Lussemburgo, i nostri pensano bene di rapire la figlia di un milionario che ben presto si rivelerà un bello stronzo, per poi chiedergli un riscatto e saldare finalmente il debito. Applausi, lacrime, buio. Fin qui si potrebbero già contare una decina di ‘machecazzo’; se poi mi soffermo a parlare della ‘recitazione degli attori’, delle simpaticissimissime battute e scenette piazzate qua e là utili come uno scopino del cesso senza spatole, e di qualche altro pittoresco personaggio/avversario accessorio, si arriva a contarne 120/150 più o meno. Se poi parlo anche del combattimento in corsa sul motocarro che sfida ogni legge di gravità conosciuta dall’uomo, e di quanto sia scemo e inutile “l’amico” francese di John il rasta e il suo commando di inetti allora si perde proprio il conto. Insomma faccio prima a dirvi cosa vale di questo film. Ben poco. Qualche coreografia dei comunque preparati Daniel O’Neill e comitiva, una Priya Suandokemai che ha un suo perché (e ovviamente non sto parlando delle sue doti da attrice), la Pontiac GTO classe ’67 dell’ex-scagnozzo del milionario e poco altro. Insomma, leggendo questa recensione avete perso il vostro tempo, ma se guarderete il film sarà ancora peggio. Se siete abituati alle ciofeche e avete un filo di masochismo che vi scorre nelle vene, allora guardatelo pure Bangkok Adrenaline, potrebbe addirittura strapparvi qualche sorriso a denti stretti; ma vi faccio presente che stanno iniziando le belle giornate, e io fra rivedere questo film e passare due ore al parco a fissare gli anatroccoli albini in calore sceglierei decisamente la seconda. E non è che io abbia tutto questo debole per gli anatroccoli albini in calore eh. Poi fate vobis.



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